Montagna da vivere Alpe e Lago d’Entova

testo/ph.Luciano Magni


Montagna da vivere, è quando il solo camminare non ti basta,non ricerchi “dislivelli” o prestazioni ma, è la ricerca di un ambiente da vivere ad ogni passo, senza fretta, con curiosità ed attenzione ad ogni immagine che ti cattura l’anima.
L’alta Val Malenco, da San Giuseppe, è uno di quei luoghi che vado scoprendo ad ogni escursione, non cerco la folla e camminando in disparte, lungo tracce o sentieri poco conosciuti, lascio che l’interesse cresca attimo per attimo, mentre cammino senza meta.
I miei passi mi portano a seguire una traccia che sale lungo prati ripidi dall’erba cangiante, trovo un cartello, seguo la traccia prima in piano, ma poco dopo comincia a salire ripida, i segni”bianco rossi” si fanno radi e sbiaditi, poche le tracce di passaggio, ad un tornante i segni quasi non si vedono ed imbocco un sentiero che si perde tra i massi di una antica “ganda”, resti di antichissimi crolli, torno al tornante,alti e lontani nel bosco vedo deboli “segni rossi” e per precauzione costruisco un ometto per indicarne la giusta direzione sempre ripida nel bosco.
Dopo circa un’ora eccomi all’inizio del dosso erboso dell’Alpe Entova, una sosta, pensieri e riflessioni prima di iniziare la discesa verso il Lago d’Entova, la Torbiera annuncia l’arrivo, ma i Pini Mughi occultano in parte la vista dello specchio d’acqua, il fascino è sottinteso, il silenzio mi conforta, un rivo d’acqua scorre ora lentamente, ma poi il torrente ci accompagnerà in parte, lungo la ripida discesa nel bosco verso Palolungo.
Attenzione a non avvicinarsi al Lago, in quanto pericoloso.
Inizia la ripida discesa,la traccia è stretta, ma il tracciato è ben segnato da nuovi colori “bianco rossi”, prudente ed attento anche per chi si accompagna nel mio cammino, scendiamo lungo il sentiero che, in alcuni tratti, sembra “sparire” nel ripido pendio, per poi ricomparire improvviso, è un sentiero che richiede sicurezza di passo, tempo asciutto.
Sono al termine della discesa ed ora ci attende un lungo traverso nello splendido bosco,è un alternarsi di brevi salite e discese, mai faticoso, in alcuni punti stretto in altri comodo ed ampio, in basso si comincia a vedere al piana di San Giuseppe ed il lago artificiale sul torrente Mallero, ma eccoci al cartello che avevamo trovato all’inizio e che aveva destato la nostra curiosità,in breve torniamo a San Giuseppe da dove siamo partiti per questo bellissima escursione.