Escursione invernale nel Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino


foto by Luciano Magni
Il Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino è di certo uno dei luoghi più affascinanti delle Dolomiti.
La foresta di Paneveggio, le Pale di San Martino, imponenti e severe, Montagne cariche di storia dell’Alpinismo, vette ardite capaci di rapire la fantasia degli escursionisti ed alpinisti.
Salendo verso il Passo Rolle, si segue la strada che sale verso il Passo Valles, dal bivio, dopo circa due kilometri si parcheggia a Pian dei Casoni,da lì inizia l’escursione, il tracciato segue il sentiero che, in modesta pendenza, sale nella foresta in direzione della Malga Juribello, dalla Malga proseguiamo lungo la pista innevata spesso battuta, in direzione della Capanna Cervino, dove confluiscono le piste che provengono dal Passo Rolle.
Le Pale di San Martino ci appaiono in tutta la loro maestosità,il Cimon della Pala 3184mt,ci appare come una ardita e slanciata “lama di roccia”, alla sinistra il residuo Ghiacciaio del Travignolo a separare la Cima Vezzana 3192mt, la vetta più alta del Gruppo delle Pale, in breve si giunge alla Baita Segantini, splendido balcone sul Gruppo delle Pale.
Si scende in Val Venegia con comodi tornanti sempre rapiti dal fascino di queste Montagne, passiamo sotto al Monte Mulaz per giungere alla Malga Venegiota, proseguiamo lungo il comodo sentiero in direzione della Malga Venegia ed attraversiamo La Foresta di Paneveggio; in questa foresta, dall’Abete Rosso, si ricava il legno con cui realizzare pregiatissimi Violini e si dice che i più celebri e rinomati Liutai si recassero personalmente a scegliere i migliori”legni” con cui realizzare strumenti “unici” per qualità e valore.
In breve si ritorna a Pian dei Casoni da dove ha avuto inizio questa escursione..
….”era il lontano 1994, di primo mattino, le nebbie si diradano lasciando spazio all’Alba con i raggi del Sole che si affacciano nel bosco, io stavo camminando solitario….ad un tratto incrocio la figura di un uomo, anziano, la barba corta e grigia, un cappello nero a larghe tese, un lungo bastone a cui si appoggiava chino a scrutarne il terreno, camminava con passo rapido e sicuro, alla cintola un sacchetto, con mano svelta sceglieva e coglieva erbe e radici,per un attimo distolgo lo sguardo per togliere la fotocamera…è solo un attimo, l’uomo si allontana scomparendo nella foresta, ed ecco che mi tornano alla mente le leggende di queste magiche Montagne, personaggi misteriosi come il Mazzariol, depositari delle scienze naturali, dei segreti e doni del bosco….che ne abbia incontrato uno? ” Luciano Magni

Info
San Martino di Castrozza
Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino