Il Lagotto ed un amico da salvare


Da poche ore ha smesso di piovere, è una mattinata umida e fredda, si sente l’Autunno inoltrato, ma decido di fare la mia solita quotidiana escursione, voglio fare visita all’amico Angelo, custode del Rifugio Alpinisti Monzesi.
Il sentiero, che normalmente si percorre agevolmente con dovuta attenzione, si presenta scivoloso e l’acqua scorre copiosa nel torrente, i guadi che solitamente agevoli, ora si presentano con pozze d’acqua profonda……all’improvviso vedo un cane che cerca di attirare la mia attenzione!!!
Corre avanti ed indietro attraversando il torrente, si ferma guardandomi come se volesse invitarmi a seguirlo, non è facile per lui guadare il torrente,è un Lagotto, cane “rustico”, ma spesso cade pesantemente nella pozza profonda; sento che devo seguirlo!!!
Risalgo la costa boscosa ed a tratti rocciosa, cercando il modo più agevole per salire in sicurezza, ad un tratto in Lagotto si ferma, mi guarda e volge lo sguardo verso un “qualcosa” fermo tra i rami, mi avvicino, ed un musino dolcissimo ma affaticato e sofferente mi sta guardando, non riesce ad alzarsi e camminare, è un cane di piccola taglia, l’amico del Lagotto.
Nello zaino ho poche cose per sfamarli,il Lagotto riesce a mangiare, ma il “piccolo” no!!non ha nemmeno la forza di alzarsi, senza esitare decido di prenderlo in braccio e portarlo in un luogo sicuro dove curarlo, ripercorro in discesa la traccia di salita, lo tengo tra le braccia per scaldarlo, lo copro con il coprizaino, non è facile scendere ed anche difficile guadare il torrente senza scivolare, per sicurezza metto il “piccolo” nello zaino, attraverso il torrente entrando fino a”mezzagamba”, non voglio rischiare di cadere, ma ora devo decidre se scendere ad Erve o salire al Rifugio, meglio salire, sono certo che troverò Angelo ed allora mi incammino con il Lagotto che rimane venti metri avanti e si gira spesso a controllare che lo seguo con l’amico nello zaino.
Al Rifugio Alpinisti Monzesi, vengo accolto da Angelo che subito prende a cuore i due Amici, li rifocilla, li scalda in una coperta, il Lagotto mi si avvicina e..con tanta dolcezza mi “slappa” il viso, il piccolo rimane accucciato ai miei piedi, ancora non riesce ad alzarsi, cerca calore e protezione, lentamente riesce a mangiare qualcosa, piano piano si riprende un pò,ma sicuramente non potrà scendere con me ed il Lagotto, Angelo ha contattato un veterinario che, una volta che sarò sceso a valle, si prenderà cura dei”due amici” decido di mettere “il piccolo” con cura nello zaino, le giornate sono brevi e presto sarà buio…..ed il sentiero di discesa richiede attenzione.
Dopo circa una ora e mezza, con il buio, arrivo al parcheggio, il Lagotto è sfinito, l’amico mi guarda con infinita tenerezza e cerca di leccarmi il viso, sento forte che due occhi dolcissimi mi guardano con riconoscenza, non sento di avere fatto qualcosa di speciale, sento solo di avere fatto cìò che mi guida il cuore…..