Val di Mello il Paradiso di roccia ed acqua

Testo ed immagini di Luciano Magni Bergfanteam
Val di Mello, un nome che evoca una valle idilliaca, paradiso di arrampicate ed escursioni.
Negli anni “70”, un gruppo di “climber” visionari e sognatori, ha deciso di esplorare le pareti di questa valle e tracciare itinerari di arrampicata al di fuori dei comuni canoni dell’alpinismo storico che aveva come obbiettivo il raggiungere la cima per”conquistarla”, ecco allora che la difficoltà della via, diventa un”viaggio interiore” alla ricerca di se stessi, liberi dai concetti di “conquista”.
Le “protezioni” erano ridotte al minimo e sopratutto arrampicavano con l’obbiettivo di non lasciare tracce in parete al fine di preservare la montagna nella sua integrità, l’uso di protezioni mobili(dadi, friend, ecc) e le nuove mescole delle scarpette di arrampicata, permettevano di salire dove, con metodi ed attrezzature”classiche” non era possibile, ma la tecnologia non sopperiva al coraggio ed alla grande abilità di questi Climber, spesso, cadere non era accettabile, una via come Patabang ne era l’esempio..ed il nome diceva tutto.
Vie come Oceano Irrazionale, Kundalini, Polimagò, Luna Nascente, attiravano sempre più climber da tutto il mondo, facendo crescere a livello mondiale, la fama della Val di Mello, nascevano..ovvero si evolvevano in Valle, punti di ritrovo come il Rifugio Luna Nascente,”passare da Siro” era quasi tappa obbligata, da Cleto al Rifugio Valle di Mello, trovavi ospitalità con prodotti della tradizione locale, a San Martino, il Bar della Monica era punto di riferimento, così come il negozio di articoli per la Montagna del Mimmo Fiorelli, gestore del Rifugio Giannetti, era lo store dove trovare materiali ed attrezzature a “buon prezzo”.
Gli anni che seguirono furono l’evoluzione verso le sempre maggiori difficoltà e le grandi pareti, sul Qualido nascono Big Wall di sempre maggiore difficoltà, in Valle sempre più persone percorrono il sentiero di fondovalle affascinati dalla bellezza di questo luogo magico, nei boschi compaioni numerose “tendopoli”, dormire in Valle era un must e quasi segno distintivo dei climber.
Entriamo nel nuovo millennio e molte cose cambiano, ma la Val di Mello non è cambiata, anche se le nuove generazioni di climber, nate nelle falesie di fondovalle, ricercano vie ben protette e sicure, la Valle deve rimanere come è nata, un luogo di conoscenza e ricerca interiore, dove ogni via è un viaggio dentro sè stessi.
La Valle è anche un luogo di interessanti ed affascinanti escursioni, il solo percorrere il sentiero di fondo valle, fino alla Rasica, è alla portata di tutti, poco dislivello e panorami incantati, pozze d’acqua dal colore smeraldino, il torrente che scorre limpido ai margini del sentiero e si insinua nel bosco crea angoli incantati che invitano a fermarsi, un invito a visitare questo luogo raro, nel suo essere un Paradiso di pietra ed acqua.
Come arrivare:
La Val di Mello, si raggiunge percorrendo la SS38 in direzione Sondrio, svoltando ad Ardenno la strada sale in direzione Val Masino, passando da Cataeggio e Filorera, giunge a San Martino Val Masino, all’ingresso del paese, sono disponibili i parcheggi ed un servizio di Bus navetta, che conducono alla località Gatto Rosso, dove inizia la Valle.
Dove alloggiare:
Centro Polifunzionale della Montagna
Rifugio Val di Mello
Info:
Guide Alpine Val di Mello
Guide Alpine il Gigiat
Rifugi di Lombardia Val di Mello

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